La Route 66 non è solo una strada famosa: è un viaggio dentro un’idea d’America fatta di diner, motel storici, insegne al neon, piccoli centri e lunghi tratti di asfalto che cambiano volto a ogni stato. Farla in 9 giorni è possibile, ma serve un itinerario ben calibrato: abbastanza rapido da arrivare fino al Pacifico, senza trasformare tutto in una corsa da una stazione di servizio all’altra.

Il percorso classico parte da Chicago e arriva a Santa Monica, per circa 2.400 miglia / 3.900 km, attraversando 8 stati. Il cartello di inizio si trova all’angolo tra Adams Street e Michigan Avenue, mentre il finale più iconico resta il Santa Monica Pier, dove si trova il celebre segnale “End of the Trail”. Nel 2026, poi, il fascino è ancora più forte perché ricorre il centenario della Route 66, con eventi e celebrazioni distribuiti lungo la Mother Road.

Quando andare sulla Route 66: il periodo migliore

Se vuoi fare questo viaggio con un buon equilibrio tra clima, ore di luce e facilità negli spostamenti, i mesi migliori sono maggio-giugno e settembre-ottobre. In estate trovi giornate lunghissime e un’atmosfera vivace, ma tra Texas, New Mexico, Arizona e California interna il caldo può diventare pesante, soprattutto se ti fermi spesso lungo i tratti desertici. In primavera il meteo è più gradevole, anche se nel Midwest può capitare qualche temporale; in autunno, invece, la luce è splendida e si viaggia bene quasi ovunque.

L’inverno non è il periodo che consiglierei per un primo viaggio del genere: Chicago e Illinois possono essere freddi, e anche se il parco della Petrified Forest resta aperto quasi tutto l’anno, gli orari possono cambiare e conviene controllare sempre prima della partenza.

Route 66 in 9 giorni: itinerario giorno per giorno

Giorno 1: Chicago

Il primo giorno va dedicato a Chicago, senza fretta. Parti dal cartello “Begin Historic Route 66” in zona Grant Park, poi prenditi qualche ora per vedere il cuore della città: Millennium Park, la scultura di Cloud Gate (il “Bean”), il Riverwalk e magari la vista dall’alto di uno degli osservatori cittadini.

Il consiglio pratico è questo: se puoi, ritira l’auto il giorno dopo. In centro a Chicago il parcheggio costa, il traffico non è piacevole e per la prima giornata non ti serve davvero. Per scegliere la zona giusta dove dormire, puoi leggere anche questo approfondimento su dove dormire a Chicago.

Giorno 2: da Chicago a Springfield (Illinois)

Guida indicativa: 3-4 ore, ma con le soste il tempo si allunga facilmente. È una giornata perfetta per entrare nel ritmo della Route 66, tra cittadine, pompe di benzina storiche, insegne vintage e i primi diner che sembrano usciti da un film. Arrivato a Springfield, dedica il pomeriggio ai luoghi legati ad Abraham Lincoln: il Lincoln Home National Historic Site resta una delle visite più interessanti in città e i tour della casa funzionano con biglietti gratuiti da ritirare o prenotare tramite visitor center.

Questa è una delle tappe in cui conviene dormire in centro: la sera puoi muoverti a piedi, cenare senza riprendere l’auto e respirare un po’ di quella America di provincia che sulla Route 66 ha ancora molto fascino.

Giorno 3: da Springfield a St. Louis

La tratta non è lunga, quindi puoi permetterti alcune soste lungo il percorso. Una delle più classiche è il Chain of Rocks Bridge, uno dei simboli storici della vecchia Route 66 nell’area di St. Louis. Una volta arrivato in città, la tappa principale è il Gateway Arch: se vuoi salire in cima con il tram, meglio prenotare in anticipo, perché i posti si esauriscono spesso nei periodi più richiesti. Il tragitto completo richiede in media 45-60 minuti e in cima il tempo di permanenza è limitato.

Qui c’è un piccolo errore che vedo fare spesso: pensare che St. Louis sia solo una sosta tecnica. In realtà merita almeno mezza giornata vera, soprattutto se ti piace alternare strada e città.

Giorno 4: da St. Louis a Springfield (Missouri)

Questa è una delle giornate che rendono il viaggio più “Route 66” e meno semplice trasferimento. Lungo il tragitto puoi fermarti a Meramec Caverns, una tappa storica ancora molto popolare: è aperta tutto l’anno, con tour guidati che partono in genere ogni 20-30 minuti dal mattino; la visita completa dura circa 1 ora e 20, quindi va messa in conto bene. Arrivato a Springfield, Missouri, puoi completare la giornata con il centro cittadino o con una deviazione a Fantastic Caverns se hai ancora tempo ed energie.

Se vuoi tenere un ritmo sostenibile, questa è una buona notte per scegliere un hotel semplice ma centrale. In un itinerario di 9 giorni non serve inseguire sempre l’hotel “perfetto”: qui conta di più parcheggiare bene, cenare vicino e ripartire presto la mattina dopo.

Giorno 5: da Springfield a Tulsa passando per il Kansas

È una giornata lunga ma bella, perché ti porta attraverso un pezzetto di Kansas, brevissimo ma immancabile se vuoi dire di aver fatto la Route 66 per intero. La sosta simbolica è tra Galena e il confine con l’Oklahoma, poi si prosegue verso Tulsa, una delle città più interessanti del percorso per architettura Art Déco e atmosfera. Se hai tempo, fermati anche alla Blue Whale of Catoosa, una delle icone più fotografate della strada: in alcuni periodi l’area può essere interessata da lavori o eventi speciali, quindi conviene verificare prima di andare.

La sera, Tulsa è una di quelle città che sorprendono più del previsto. Non è solo una tappa intermedia: ha personalità, buona scena gastronomica e un centro che vale la pena vivere almeno per qualche ora.

Giorno 6: da Tulsa a Oklahoma City

Questa tratta è più corta e permette di inserire visite con calma. La sosta più interessante è il Route 66 Museum di Clinton, il museo statale più noto dedicato alla Mother Road in Oklahoma. È una tappa che consiglio soprattutto a chi vuole capire come la Route 66 sia cambiata negli anni, da arteria fondamentale a strada mitica. In alcuni periodi dell’anno il museo può avere chiusure settimanali, quindi è sempre meglio controllare il giorno esatto della visita.

Ad Oklahoma City puoi poi scegliere se fare una serata tranquilla in Bricktown oppure aggiungere una visita culturale, come il National Cowboy & Western Heritage Museum, se arrivi abbastanza presto.

Giorno 7: da Oklahoma City ad Amarillo

Il paesaggio comincia ad aprirsi e la sensazione di viaggio on the road diventa più netta. Arrivato ad Amarillo, fai un salto a Cadillac Ranch, che resta una delle soste più immediate e divertenti della Route 66: è gratuita, accessibile 24 ore su 24 e la visita è veloce, ma al tramonto ha un’atmosfera speciale. Se vuoi lasciare il tuo segno con una bomboletta, fallo con un minimo di buon senso e senza trasformare la sosta in una perdita di tempo infinita.

Per cena, qui puoi concederti una tappa da steakhouse texana o semplicemente goderti il tratto storico della città senza complicarti troppo la serata.

Giorno 8: da Amarillo ad Albuquerque

Questa è una delle giornate più belle del viaggio, perché mette insieme pianure, piccoli centri e quell’aria da West che inizia a farsi sentire. La prima sosta classica è il MidPoint Café di Adrian, Texas, che segna il punto teoricamente a metà tra Chicago e Santa Monica. Più avanti, a Santa Rosa, puoi fermarti al Blue Hole, una pozza naturale famosissima per il colore dell’acqua e per la temperatura costante intorno ai 16-17°C: bellissima da vedere, meno “calda” di quanto qualcuno immagini.

Arrivando ad Albuquerque, il posto più comodo per dormire è spesso la zona di Old Town o comunque il quadrante occidentale della città, pratico per passeggiare la sera e ripartire senza rientrare nel traffico del mattino.

Giorno 9: da Albuquerque a Santa Monica

L’ultima giornata è anche la più intensa. Serve partire presto, perché lungo il percorso ci sono tappe che vale la pena vedere almeno al volo: Tucumcari se hai saltato qualcosa il giorno prima, poi l’Arizona con il tratto della Petrified Forest National Park, che è uno dei pochi parchi nazionali attraversati direttamente dalla storica Route 66. Il parco è aperto quasi tutto l’anno, ma gli orari possono variare e vanno controllati prima della visita; inoltre seguono l’Arizona time, che non coincide sempre con quello di altri stati.

Da lì in poi il tratto finale è più da “arrivo” che da esplorazione: lunghi chilometri, ingresso nell’area di Los Angeles e poi, finalmente, il Santa Monica Pier. Il molo resta il finale più fotogenico del viaggio, con il celebre cartello che segna la fine simbolica della Route 66. Se hai ancora energie, fai una passeggiata sulla spiaggia al tramonto: dopo nove giorni di asfalto, l’oceano ha un effetto quasi liberatorio.

Come organizzarsi davvero: auto, ritmi e piccoli errori da evitare

Su un itinerario così compatto, la differenza la fanno i dettagli. Il primo è il ritmo: non provare a infilare dieci soste ogni giorno. Scegline 3 o 4 ben fatte, altrimenti passi il viaggio a scendere dall’auto per cinque minuti e ripartire. Il secondo è il carburante: nei tratti del Sud-Ovest non aspettare l’ultimo distributore utile. Il terzo è il parcheggio, soprattutto nelle grandi città all’inizio e alla fine.

Per il noleggio conviene prenotare con un po’ di anticipo e confrontare bene le condizioni, soprattutto per chilometraggio, franchigia e politica sul secondo guidatore. Per confrontare le tariffe puoi dare un’occhiata a DiscoverCars. Se vuoi approfondire la parte pratica prima di partire, trovi utile anche questo articolo su come pianificare un viaggio on the road negli USA.

Dove dormire: le scelte più comode per inizio e fine viaggio

A Chicago conviene stare in una zona centrale se arrivi senza auto oppure in un quartiere ben collegato ma con parcheggi meno proibitivi se ritiri subito la macchina. A Santa Monica, invece, dormire vicino al mare o comunque nei dintorni del pier ha senso soprattutto l’ultima notte: chiudi il viaggio a piedi, senza stress, e ti godi meglio il finale.

Vedi le migliori soluzioni dove dormire a Chicago

Vedi le migliori soluzioni dove dormire a Santa Monica

Quanto costa la Route 66 in 9 giorni

Fare una stima unica non è realistico, perché il costo cambia in base alla stagione, alla categoria dell’auto e al livello degli hotel scelti. Per due persone, però, una fascia sensata oggi è questa:

  • Auto a noleggio: da 600 a 1.100 dollari circa per 9 giorni, spesso di più se ritiri in una città e riconsegni in un’altra.
  • Benzina: in media 300-450 dollari, in base al veicolo e ai prezzi del momento.
  • Hotel: da 1.100 a 2.000 dollari in totale per una coppia, con forte differenza tra motel semplici e strutture più curate a Chicago e Santa Monica.
  • Pasti: da 45 a 90 dollari al giorno per persona, a seconda di quante soste veloci fai e di quante cene più comode ti concedi.
  • Attrazioni e ingressi: metti in conto almeno 150-300 dollari totali, ma il totale può salire se aggiungi osservatori, musei e parchi.

In pratica, per un viaggio ben fatto ma senza eccessi, una coppia spende spesso tra 2.500 e 4.000 dollari, voli esclusi. Il modo migliore per non sforare è decidere prima dove vuoi concederti qualcosa in più: hotel finali, cene particolari oppure attrazioni a pagamento.

Cosa mettere in valigia

Non serve riempire la macchina di cose inutili, ma alcune sono davvero comode: strati leggeri per i cambi di temperatura, una felpa anche in estate per mattine e serate, scarpe comode, occhiali da sole, borraccia, crema solare e un piccolo beauty da tenere sempre a portata di mano. Nel Sud-Ovest l’aria è secca e il sole si sente più di quanto sembri dalle foto. Se parti in primavera o autunno, aggiungi anche una giacca leggera antivento.

La Route 66 in 9 giorni non è il modo più lento per viverla, ma può essere uno dei più intensi. Se parti con aspettative realistiche, scegli bene le soste e lasci spazio anche agli imprevisti, ti ritrovi con uno di quei viaggi che restano impressi molto più a lungo dei chilometri percorsi.


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Di Patrizia

Sono Patrizia, fondatrice di viaggioinusa.it, e da anni condivido idee, consigli e ispirazioni per aiutare chi desidera organizzare un viaggio negli Stati Uniti. Attraverso il sito racconto itinerari, informazioni utili e suggerimenti pratici pensati per rendere ogni esperienza di viaggio più semplice, autentica e speciale.

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